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Chi sono

Mi chiamo Giuseppe Bonito e il settore turistico è molto più di un lavoro per me: è una passione che mi accompagna da quando ho mosso i primi passi in questo mondo. Ho iniziato giovanissimo, spinto da impegno e curiosità, e con il tempo, grazie a esperienze in aziende che mi hanno permesso di mettermi alla prova, sono cresciuto sia come professionista che come persona trasformando le mie qualità in competenze solide.

Non smetto mai di cercare nuovi stimoli, perché fare ciò che amo è la mia più grande soddisfazione. Questa attività è la naturale evoluzione di un percorso che oggi metto al servizio di chi, come me, crede nel potenziale del proprio business e vuole farlo emergere.

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L’Intelligenza Artificiale (AI) non è nata ieri: affonda le sue radici in oltre 70 anni di ricerca, tentativi e sogni.

Per chi lavora nel settore dell’ospitalità può sembrare “nuova”, ma in realtà la storia dell’AI ci aiuta a capire meglio come queste tecnologie stanno cambiando il turismo, gli hotel e le strutture ricettive.

In questo primo capitolo del nostro corso sull’AI per l’hospitality, ripercorriamo le tappe principali che hanno portato l’AI dai laboratori universitari alle reception degli hotel.


Anni ’40-’50: le origini

  • Alan Turing (1950) pubblica il celebre articolo “Computing Machinery and Intelligence” e propone il “Test di Turing”, ancora oggi uno dei criteri per stabilire se una macchina può essere considerata “intelligente”.
  • 1956: Conferenza di Dartmouth (USA). Qui John McCarthy, Marvin Minsky, Allen Newell e Herbert Simon usano per la prima volta il termine ArtificialIntelligence. È la nascita ufficiale del concetto.

Anni ’60-’70: primi esperimenti

  • Nascono i sistemi esperti, programmi in grado di simulare le decisioni di un esperto umano in un campo specifico.
  • Vengono sviluppati i primi chatbot primitivi come ELIZA (1966), che simulava un dialogo con uno psicologo.

Anni ’80-’90: l’inverno dell’AI

  • Mancano dati, potenza di calcolo e algoritmi efficienti.
  • L’entusiasmo cala: questo periodo viene chiamato AI Winter.
  • Nonostante ciò, la ricerca continua in università e laboratori.

Anni 2000: la rinascita grazie ai Big Data

  • Con la diffusione di Internet e dei database, le macchine possono finalmente “imparare dai dati”.
  • Nasce e si diffonde il Machine Learning: l’AI non si limita a eseguire regole, ma impara dai comportamenti e dalle esperienze.

Anni 2010: l’esplosione dell’AI

  • Si diffondono gli algoritmi di deep learning, ispirati al cervello umano.
  • Assistenti vocali come Siri, Alexa e Google Assistant entrano nelle case di milioni di persone.
  • Inizia l’uso massiccio dell’AI nel business: e-commerce, banche, sanità… e anche turismo.

Anni 2020: l’AI generativa

  • Con modelli come ChatGPT, Midjourney e Stable Diffusion, l’AI diventa capace di creare contenuti originali: testi, immagini, musica, video.
  • Gli hotel iniziano ad adottarla per:
    • rispondere a recensioni,
    • automatizzare la comunicazione con gli ospiti,
    • ottimizzare prezzi e prenotazioni,
    • personalizzare offerte e campagne marketing.

Oggi: dagli esperimenti alla reception

L’AI è ormai parte integrante della quotidianità: se usi Booking, Expedia, Netflix o anche Google Translate, stai già interagendo con algoritmi di AI.
Per l’ospitalità questo significa nuove opportunità: più efficienza, più personalizzazione, più soddisfazione per il cliente.


Conclusione

La storia dell’AI ci mostra una cosa: le tecnologie che oggi sembrano “fantascienza” domani possono diventare routine.

👉 Gli hotel che imparano oggi a comprendere l’AI saranno quelli che domani sapranno anticipare il mercato.